Da qualche giorno su YouTube sono comparsi i video di un ragazzino che dispensa consigli sul make up e le cure di bellezza.
Dall’ 11 Aprile Albymakeup94 ha caricato sulla pagina del suo canale 32 clip in cui recensisce prodotti per la cura del viso e del corpo, suggerisce il giusto look per la primavera – estate o per una serata in discoteca, spiega come pulire i pennelli da trucco.

Ma chi è Albymakeup94? E’ un personaggio reale destinato a diventare una star di internet o si tratta di un prodotto viral?

Di lui si sa poco. Stando a quello che dice nel video di presentazione dovrebbe avere circa 14 anni. Alby afferma di essersi iscritto precedentemente a YouTube, ma dice anche che il suo vecchio profilo e i vecchi video sono stati cancellati (e se ne ignorano i motivi).

I suoi video sono già un caso su Facebook: la sua fan page ha totalizzato quasi 300 iscrizioni in soli tre giorni e si sprecano i commenti divertenti sulla somiglianza di Alby con Serra Yilmaz, l’attrice turca onnipresente nei film di Ferzan Ozpetek.

In attesa di saperne di più, ecco uno dei suoi simpatici tutorial, “Trucco nero sfumato”

Update del 25 Aprile ‘09: Alby ha rimosso tutti i suoi video dal canale di YouTube che aveva aperto.
Nell’ultimo video pubblicato affermava di aver eliminato tutte le vecchie clip perché poco precise, aggiungendo che sarebbe tornato con dei nuovi tutorial. Vedremo se lo farà davvero…
Intanto su Facebook la sua fan page (“Alby o la Maria Antonietta del make up”) continua a collezionare iscritti (sono ormai 860)


Dipity diventa 2.0: l’applicazione che permette di visualizzare su una timeline gli eventi relativi alla propria vita sociale sul web è stata migliorata e arricchita con nuove integrazioni.

Dipity è un aggregatore sociale: registra i contenuti che gli utenti pubblicano su siti come YouTube, Flickr, Vimeo, Picasa, WordPress, ma a differenza di FriendFeed e SocialThing! ogni singolo evento è rappresentato su una timeline da un rettangolino, facilmente espandibile al passaggio del mouse.
Questa visualizzazione permette di contestualizzare meglio gli eventi e di confrontare rapidamente le proprie attività con quelle dei propri amici / contatti.

i servizi supportati
Dipity 2.0: i servizi supportati

Dipity è semplice da usare anche per chi non conosce servizi simili: basta abbinare ai siti supportati il nick con il quale ci si è registrati e l’applicazione importerà automaticamente i contenuti pubblicati in rete.

E’ possibile anche monitorare determinati topic di discussione impostando le proprie preferenze nel menu “My Topics” e anche salvare le varie password utilizzate nei servizi abbinati.


Dipity e gli altri aggregatori sociali sono un ottimo strumento per non perdere la rotta e la propria identità nel mare dei servizi proposti dal web 2.0.

Aumentano le gallery di foto online sulle homepage dei siti dei quotidiani italiani. Basta un fatto, un evento ed è subito un pretesto per una serie di immagini.
Tra qualche ripetizione, spunta fuori anche l’errore. E non importa se si è freschi di oro olimpico.
Capita pure a Federica Pellegrini, confusa con un’altra atleta. E l’equivoco perdura.

Repubblica.it ha pubblicato la foto di questa atleta nella gallery di Federica Pellegrini
link originale: http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/sport/pellegrini-foto/14.html

Sono passate tre settimane dal lancio ufficiale di Google Chrome e il fermento intorno al nuovo browser non sembra destinato a spegnersi.
Non si placano le polemiche sulla licenza di utilizzo e neanche le voci su presunti bug e keylogger. Ma gli allarmismi attuali non sono totalmente condivisibili visto che sono state rilasciate solo delle versioni beta del nuovo prodotto made in Mountain View (l’ultima, la 0.2.149.30, è del 17 settembre).

Ho voluto testare il nuovo browser anche io sul mio MacBook, ma non essendo ancora disponibile una versione di Google Chrome nativa per Mac ho ripiegato sulla virtualizzazione offerta da Parallels (in alternativa è possibile utilizzare VMware o l’open source VirtualBox).

schermata iniziale

L’ultimo gioiellino di Google si presenta con un design essenziale e ad ogni avvio offre la visualizzazione delle pagine web più visitate.
Molto veloce, come già confermato da Cnet, ha la particolarità di offrire una navigazione a schede per processi isolati: in poche parole, se una scheda si blocca è possibile chiuderla senza mandare in crash tutto il browser ed evitare così di perdere tutte le proprie esplorazioni.

il Task Manager di Google Chrome

Altra caratteristica di Chrome è il suo Task Manager, accessibile cliccando con il tasto destro sulla barra di intestazione del browser, che permette di scoprire quali processi sono attivi (all’interno di Chrome) e quante risorse (dalla memoria alle risorse di rete) si stanno utilizzando in quel momento.
Da segnalare la sezione Statistiche per Nerd, in basso a sinistra, che offre una panoramiche più dettagliata sulle risorse impiegate.

Modalità di navigazione in Incognito

Se volete navigare evitando di lasciar traccia sul computer che state utilizzando, dovrete selezionare la modalità di navigazione in Incognito dal menu “pagina corrente” in alto a destra. In questo modo Google Chrome non registrerà nella sua cronologia i siti che visiterete ed eliminerà ogni relativo cookie alla chiusura del browser. E’ possibile navigare contemporaneamente in modalità normale e in incognito.

Google Chrome permette di importare automaticamente le impostazioni del proprio browser predefinito, dalla cronologia ai segnalibri, ma al momento è possibile operare solo con Firefox e Internet Explorer.
I feed RSS non sono ancora supportati, ma è logico ipotizzare una futura integrazione di Google Reader.

CrossOver Chromium

Da una settimana gli utenti Mac possono testare le potenzialità di Chrome anche attraverso CrossOver Chromium, un emulatore basato sul progetto open source Wine.
A differenza delle soluzioni di virtualizzazione, questa opzione è più veloce da eseguire perché richiede un impiego inferiore di risorse di sistema, ma non permette di vivere a pieno l’esperienza di Chrome: l’emulatore Wine, infatti, non replica perfettamente le funzioni base del sistema operativo di Windows per cui Chrome è stato inizialmente creato.

Non si conosce ancora la data di rilascio delle versioni ufficiali di Google Chrome, tantomeno quelle di Google Chrome per Mac. Ma è possibile ingannare l’attesa accontendandosi dell’affidabile Safari, del buon vecchio Firefox e di Flock, il Social Web Browser.

Il nuovo browser firmato Google

Direttamente dal blog officiale di Google, la presentazione a fumetti del nuovo browser open source lanciato dalla casa di Mountain View:

Google Chrome Comic Book

Le svariate revisioni apportate alla pagina di Wikipedia di Sarah Palin hanno incuriosito il popolo della rete: a ridosso della nomina ufficiale da running mate di Mc Cain, la voce in lingua inglese dedicata alla giovane governatrice dell’Alaska si è arricchita di dettagli e merletti fin troppo precisi.
L’utente wiki Young Trigg ha compilato con dedizione i paragrafi dedicati alla biografia della Palin, non trascurando il numero dell’unità in cui si è arruolato il figlio maggiorenne né il soprannome con cui era nota la donna quando giocava a basket, Sarah Barracuda.

Il suo lavoro così meticoloso gli ha anche permesso di aggiudicarsi uno degli encomi virtuali dell’Enciclopedia libera, una Barnstar tutta splendente. Ma la dovizia di particolari, il comportamento apparentemente naive di Young Trigg nei messaggi scambiati con alcuni responsabili della community di Wikipedia e il nome scelto per il progetto (Trig Paxson Van Palin è il nome del quinto figlio della governatrice) hanno insospettito gli utenti più attenti dell’Enciclopedia. C’è chi ha ricondotto le revisioni direttamente all’entourage della Palin, ma Young Trigg si è ampiamente difeso nella sua pagina personale wiki, smentendo qualsiasi legame con la famiglia Palin e con il suo comitato elettorale.

Chi ha arricchito quella voce su Wikipedia sembra aver fatto proprio lo slogan dei diretti avversari della cordata Mc Cain – Palin, quello “Yes, We Can” che ha tanto acceso i supporter di Obama.

Non ti piace ciò che è scritto sulla Palin su Wikipedia? Tu puoi cambiarlo. Yes, you can, appunto.

Tom è il primo contatto di tutti quelli che decidono di iscriversi a MySpace e che presto scoprono che quel ragazzotto sorridente in t-shirt bianca non è un tizio qualsiasi, ma uno dei fondatori del social network.

Ma forse non tutti sanno che Tom si è reso protagonista da teenager, insieme ad alcuni amichetti, di un importante attacco informatico contro una banca; secondo TechCrunch all’epoca dei fatti Tom era minorenne e non fu mai arrestato, ma gli fu sequestrata l’attrezzatura informatica che aveva utilizzato.

Dopo essere riuscito a violare i primi livelli di sicurezza del sistema informatico della Chase Manhattan Bank con lo pseudonimo di Lord Flathead, Tom avrebbe chiesto pieno accesso alla banca dati minacciando, in caso contrario, di distruggere ogni informazione archiviata. Ma nel frattempo la Banca avrebbe fornito informazioni utili all’FBI, rendendo possibile la rapida identificazione del giovane pirata. A quanto pare si trattò di una delle più vaste indagini nella storia del Bureau. E di certo i Federali non avrebbero mai pensato di ritrovarsi di fronte a una banda di adolescenti, sospettando che l’impresa fosse stata portata a termine da un gruppo di hackers navigati.

A quanto pare Tom promise di non commettere più reati del genere e affermò di aver compiuto l’attacco solo per poter accedere a dei sistemi che gli permettessero di imparare a programmare utilizzando dei compiler C (i computer dell’epoca disponevano di pochissima memoria e di processori talmente lenti da non supportare dei compilatori simili)