Archivio per agosto, 2008

Le svariate revisioni apportate alla pagina di Wikipedia di Sarah Palin hanno incuriosito il popolo della rete: a ridosso della nomina ufficiale da running mate di Mc Cain, la voce in lingua inglese dedicata alla giovane governatrice dell’Alaska si è arricchita di dettagli e merletti fin troppo precisi.
L’utente wiki Young Trigg ha compilato con dedizione i paragrafi dedicati alla biografia della Palin, non trascurando il numero dell’unità in cui si è arruolato il figlio maggiorenne né il soprannome con cui era nota la donna quando giocava a basket, Sarah Barracuda.

Il suo lavoro così meticoloso gli ha anche permesso di aggiudicarsi uno degli encomi virtuali dell’Enciclopedia libera, una Barnstar tutta splendente. Ma la dovizia di particolari, il comportamento apparentemente naive di Young Trigg nei messaggi scambiati con alcuni responsabili della community di Wikipedia e il nome scelto per il progetto (Trig Paxson Van Palin è il nome del quinto figlio della governatrice) hanno insospettito gli utenti più attenti dell’Enciclopedia. C’è chi ha ricondotto le revisioni direttamente all’entourage della Palin, ma Young Trigg si è ampiamente difeso nella sua pagina personale wiki, smentendo qualsiasi legame con la famiglia Palin e con il suo comitato elettorale.

Chi ha arricchito quella voce su Wikipedia sembra aver fatto proprio lo slogan dei diretti avversari della cordata Mc Cain – Palin, quello “Yes, We Can” che ha tanto acceso i supporter di Obama.

Non ti piace ciò che è scritto sulla Palin su Wikipedia? Tu puoi cambiarlo. Yes, you can, appunto.

Tom è il primo contatto di tutti quelli che decidono di iscriversi a MySpace e che presto scoprono che quel ragazzotto sorridente in t-shirt bianca non è un tizio qualsiasi, ma uno dei fondatori del social network.

Ma forse non tutti sanno che Tom si è reso protagonista da teenager, insieme ad alcuni amichetti, di un importante attacco informatico contro una banca; secondo TechCrunch all’epoca dei fatti Tom era minorenne e non fu mai arrestato, ma gli fu sequestrata l’attrezzatura informatica che aveva utilizzato.

Dopo essere riuscito a violare i primi livelli di sicurezza del sistema informatico della Chase Manhattan Bank con lo pseudonimo di Lord Flathead, Tom avrebbe chiesto pieno accesso alla banca dati minacciando, in caso contrario, di distruggere ogni informazione archiviata. Ma nel frattempo la Banca avrebbe fornito informazioni utili all’FBI, rendendo possibile la rapida identificazione del giovane pirata. A quanto pare si trattò di una delle più vaste indagini nella storia del Bureau. E di certo i Federali non avrebbero mai pensato di ritrovarsi di fronte a una banda di adolescenti, sospettando che l’impresa fosse stata portata a termine da un gruppo di hackers navigati.

A quanto pare Tom promise di non commettere più reati del genere e affermò di aver compiuto l’attacco solo per poter accedere a dei sistemi che gli permettessero di imparare a programmare utilizzando dei compiler C (i computer dell’epoca disponevano di pochissima memoria e di processori talmente lenti da non supportare dei compilatori simili)