Archivio per marzo, 2010

Continua senza tregua la cattiva pratica di aggregare contenuti da blog altrui senza autorizzazione e di riportarli su siti pieni di pubblicità, ovviamente senza credits.
Avevo letto tempo fa i resoconti di Catepol che aveva ritrovato diversi suoi post su un altro sito e che aveva protestato segnalando post per post le fonti originali.
Questa volta è successo a me: i gestori del sedicente BNotizie Magazine (http://bnotizietecnologia.blogspot.com/) hanno pensato bene di postare parte del mio ultimo contributo pubblicato (“Dove ti trovi adesso? Facebook lo svelerà ad aprile“) e in questo momento è presente addirittura nella loro homepage.

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Accedendo all’articolo, si scopre che il contributo è pubblicato a nome di Bnotizie Magazine.

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Alla fine della porzione di post riportata, un anonimo “continua” che dovrebbe invogliare i lettori a continuare la lettura sul mio blog, linkato solo lì e mai citato neanche per nome.

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Molto arrabbiata, ho subito scritto alla “redazione” chiedendo di rimuovere il mio blog dalla lista delle fonti aggregate e accusando i responsabili di pratiche scorrette nel web.

Non vedo perché i miei post, presenti su un un sito privo di qualsiasi annuncio pubblicitario, debbano finire su uno spazio pieno di ads che portano soldi solo ai creatori del sito e non certo a me, a maggior ragione quando il nome del mio blog non è neanche riportato.

Ho anche postato questo commento in fondo alla pagina: “Rimuovete immediatamente questo post e i feed del mio blog dal vostro aggregatore! Non vi ho mai autorizzato a prelevare i miei contenuti!”

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Ora starò a vedere quanto ci metteranno a rispondermi e a risolvere questo problema.

Seguiranno aggiornamenti… intanto, occhio all’online plagiarism! E’ buona norma citare SEMPRE le proprie fonti.

ps: non ho inserito di proposito alcun link in entrata verso il sito che sto contestando, non mi sembra giusto regalar loro ulteriori visite.

MODIFICA DELLE 15.30

Ho ricevuto questa risposta da BNotizie:

“Gentile Utente,

abbiamo provveduto alla rimozione del post da lei segnalato.

Abbiamo inoltre inserito il suo blog nella blacklist del nostro aggregatore.

Rimaniamo a sua disposizione per ulteriori richieste.

Ringraziandola per la segnalazione, le porgiamo cordiali saluti.

Redazione BNotizie Magazine

http://www.bnotizie.com “
Ora, al di là del tono cortese formale della mail e della risoluzione rapida del problema, perché dover arrivare all’inserimento di un blog nella blacklist di un aggregatore se il problema principale resta quello di aver aggregato dei contenuti senza l’autorizzazione e la citazione degli autori? E’ giusto condividere, far circolare le notizie, ma senza incorrere nel plagio.

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Logo FacebookNovità in casa Facebook: secondo quando riportato dal Bits Blog del NY Times, dal prossimo mese gli utenti del social network potranno condividere i dati sulla loro posizione geografica.
Il nuovo servizio dovrebbe essere lanciato alla fine di Aprile, in occasione della F8, la conferenza annuale degli sviluppatori Facebook che si tiene a San Francisco.
Le rivelazioni provengono da diverse persone coinvolte nel progetto e che hanno chiesto di restare anonime.

Già lo scorso novembre Facebook aveva aggiornato le proprie norme della privacy, anticipando in qualche modo la possibilità di introduzione di un servizio simile. Una direttiva affermava:

“Quando condividi con altre persone la posizione in cui ti trovi o aggiungi una posizione geografica a qualcosa che pubblichi, trattiamo tali informazioni come qualsiasi altro contenuto da te pubblicato (ad esempio, tali informazioni sono soggette alle tue impostazioni sulla privacy).
Se offriamo servizi che supportano questo tipo di strumenti per la condivisione della posizione, ti verrà offerta la possibilità di confermare o meno la tua accettazione.”

La portavoce di Facebook, Meredith Chin, ha dichiarato in una email della scorsa settimana che la società non è pronta a parlare di un servizio legato alla localizzazione degli utenti, ma ha dato a intendere che gli sviluppatori sono comunque al lavoro nella sperimentazione di nuove applicazioni.

Secondo le fonti, il nuovo servizio di localizzazione si muoverà su due livelli; uno sarà quello della semplice condivisione di informazioni sulla propria posizione geografica; l’altro sarà quello degli strumenti che gli sviluppatori di applicazioni Facebook potranno utilizzare per creare i propri servizi basati sulla localizzazione e che verranno successivamente offerti agli utenti del social network.

Facebook starebbe studiando come introdurre i dati sulla localizzazione evitando reclami per violazione della privacy o feedback negativi così com’è già successo in passato nel momento in cui sono state introdotte nuove features sulla piattaforma.

Sempre secondo i ben informati a Facebook non interesse porsi in competizione con le piccole società che si occupano di servizi di localizzazione (come Foursquare, Gowalla e Loopt Loopt). A Facebook interesserebbe il testa a testa con Google nella battaglia per lo small business advertising. Staremo a vedere come si evolverà questo scontro tra titani!

Intanto forti dubbi sulla possibilità che Facebook riesca a introdurre il nuovo servizio senza dar fastidio agli utenti, si profila uno scenario di nuove polemiche. D’altronde anche l’aggiornamento delle direttive sulla privacy dello scorso novembre non è stato indolore.