Archive for the ‘feed’ Category

Continua senza tregua la cattiva pratica di aggregare contenuti da blog altrui senza autorizzazione e di riportarli su siti pieni di pubblicità, ovviamente senza credits.
Avevo letto tempo fa i resoconti di Catepol che aveva ritrovato diversi suoi post su un altro sito e che aveva protestato segnalando post per post le fonti originali.
Questa volta è successo a me: i gestori del sedicente BNotizie Magazine (http://bnotizietecnologia.blogspot.com/) hanno pensato bene di postare parte del mio ultimo contributo pubblicato (“Dove ti trovi adesso? Facebook lo svelerà ad aprile“) e in questo momento è presente addirittura nella loro homepage.

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Accedendo all’articolo, si scopre che il contributo è pubblicato a nome di Bnotizie Magazine.

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Alla fine della porzione di post riportata, un anonimo “continua” che dovrebbe invogliare i lettori a continuare la lettura sul mio blog, linkato solo lì e mai citato neanche per nome.

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Molto arrabbiata, ho subito scritto alla “redazione” chiedendo di rimuovere il mio blog dalla lista delle fonti aggregate e accusando i responsabili di pratiche scorrette nel web.

Non vedo perché i miei post, presenti su un un sito privo di qualsiasi annuncio pubblicitario, debbano finire su uno spazio pieno di ads che portano soldi solo ai creatori del sito e non certo a me, a maggior ragione quando il nome del mio blog non è neanche riportato.

Ho anche postato questo commento in fondo alla pagina: “Rimuovete immediatamente questo post e i feed del mio blog dal vostro aggregatore! Non vi ho mai autorizzato a prelevare i miei contenuti!”

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Ora starò a vedere quanto ci metteranno a rispondermi e a risolvere questo problema.

Seguiranno aggiornamenti… intanto, occhio all’online plagiarism! E’ buona norma citare SEMPRE le proprie fonti.

ps: non ho inserito di proposito alcun link in entrata verso il sito che sto contestando, non mi sembra giusto regalar loro ulteriori visite.

MODIFICA DELLE 15.30

Ho ricevuto questa risposta da BNotizie:

“Gentile Utente,

abbiamo provveduto alla rimozione del post da lei segnalato.

Abbiamo inoltre inserito il suo blog nella blacklist del nostro aggregatore.

Rimaniamo a sua disposizione per ulteriori richieste.

Ringraziandola per la segnalazione, le porgiamo cordiali saluti.

Redazione BNotizie Magazine

http://www.bnotizie.com “
Ora, al di là del tono cortese formale della mail e della risoluzione rapida del problema, perché dover arrivare all’inserimento di un blog nella blacklist di un aggregatore se il problema principale resta quello di aver aggregato dei contenuti senza l’autorizzazione e la citazione degli autori? E’ giusto condividere, far circolare le notizie, ma senza incorrere nel plagio.

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Dipity diventa 2.0: l’applicazione che permette di visualizzare su una timeline gli eventi relativi alla propria vita sociale sul web è stata migliorata e arricchita con nuove integrazioni.

Dipity è un aggregatore sociale: registra i contenuti che gli utenti pubblicano su siti come YouTube, Flickr, Vimeo, Picasa, WordPress, ma a differenza di FriendFeed e SocialThing! ogni singolo evento è rappresentato su una timeline da un rettangolino, facilmente espandibile al passaggio del mouse.
Questa visualizzazione permette di contestualizzare meglio gli eventi e di confrontare rapidamente le proprie attività con quelle dei propri amici / contatti.

i servizi supportati
Dipity 2.0: i servizi supportati

Dipity è semplice da usare anche per chi non conosce servizi simili: basta abbinare ai siti supportati il nick con il quale ci si è registrati e l’applicazione importerà automaticamente i contenuti pubblicati in rete.

E’ possibile anche monitorare determinati topic di discussione impostando le proprie preferenze nel menu “My Topics” e anche salvare le varie password utilizzate nei servizi abbinati.


Dipity e gli altri aggregatori sociali sono un ottimo strumento per non perdere la rotta e la propria identità nel mare dei servizi proposti dal web 2.0.

Sono passate tre settimane dal lancio ufficiale di Google Chrome e il fermento intorno al nuovo browser non sembra destinato a spegnersi.
Non si placano le polemiche sulla licenza di utilizzo e neanche le voci su presunti bug e keylogger. Ma gli allarmismi attuali non sono totalmente condivisibili visto che sono state rilasciate solo delle versioni beta del nuovo prodotto made in Mountain View (l’ultima, la 0.2.149.30, è del 17 settembre).

Ho voluto testare il nuovo browser anche io sul mio MacBook, ma non essendo ancora disponibile una versione di Google Chrome nativa per Mac ho ripiegato sulla virtualizzazione offerta da Parallels (in alternativa è possibile utilizzare VMware o l’open source VirtualBox).

schermata iniziale

L’ultimo gioiellino di Google si presenta con un design essenziale e ad ogni avvio offre la visualizzazione delle pagine web più visitate.
Molto veloce, come già confermato da Cnet, ha la particolarità di offrire una navigazione a schede per processi isolati: in poche parole, se una scheda si blocca è possibile chiuderla senza mandare in crash tutto il browser ed evitare così di perdere tutte le proprie esplorazioni.

il Task Manager di Google Chrome

Altra caratteristica di Chrome è il suo Task Manager, accessibile cliccando con il tasto destro sulla barra di intestazione del browser, che permette di scoprire quali processi sono attivi (all’interno di Chrome) e quante risorse (dalla memoria alle risorse di rete) si stanno utilizzando in quel momento.
Da segnalare la sezione Statistiche per Nerd, in basso a sinistra, che offre una panoramiche più dettagliata sulle risorse impiegate.

Modalità di navigazione in Incognito

Se volete navigare evitando di lasciar traccia sul computer che state utilizzando, dovrete selezionare la modalità di navigazione in Incognito dal menu “pagina corrente” in alto a destra. In questo modo Google Chrome non registrerà nella sua cronologia i siti che visiterete ed eliminerà ogni relativo cookie alla chiusura del browser. E’ possibile navigare contemporaneamente in modalità normale e in incognito.

Google Chrome permette di importare automaticamente le impostazioni del proprio browser predefinito, dalla cronologia ai segnalibri, ma al momento è possibile operare solo con Firefox e Internet Explorer.
I feed RSS non sono ancora supportati, ma è logico ipotizzare una futura integrazione di Google Reader.

CrossOver Chromium

Da una settimana gli utenti Mac possono testare le potenzialità di Chrome anche attraverso CrossOver Chromium, un emulatore basato sul progetto open source Wine.
A differenza delle soluzioni di virtualizzazione, questa opzione è più veloce da eseguire perché richiede un impiego inferiore di risorse di sistema, ma non permette di vivere a pieno l’esperienza di Chrome: l’emulatore Wine, infatti, non replica perfettamente le funzioni base del sistema operativo di Windows per cui Chrome è stato inizialmente creato.

Non si conosce ancora la data di rilascio delle versioni ufficiali di Google Chrome, tantomeno quelle di Google Chrome per Mac. Ma è possibile ingannare l’attesa accontendandosi dell’affidabile Safari, del buon vecchio Firefox e di Flock, il Social Web Browser.