Archive for the ‘web 2.0’ Category

Novità in casa Facebook anche per le pagine fan: dopo la nuova struttura dei profili personali, i developers di Zuckerberg hanno introdotto un nuovo design anche per le Pagine commerciali.

Quali sono i cambiamenti introdotti?

Una delle novità più evidenti riguarda le tab che caratterizzavano la struttura originale delle pagine: accanto alla tab della bacheca era possibile visualizzare le tab delle foto, dei video, delle note, delle applicazioni introdotte.

Queste sezioni sono state ora raggruppate in un menu laterale, più difficile da raggiungere per gli utenti e più ostico per i brands che invece sfruttavano le tabs anche per evidenziare contenuti specifici. Sarà più dura “farsi notare”!

Altra novità introdotta il “Login as Page” e il relativo bottone presente sul layout.
Chi gestisce e amministra pagine commerciali può ora passare dal login classico come utente privato a un login speciale che permette di ricevere notifiche sulle attività svolte dai fan su una delle proprie pagine e successivamente tornare al proprio profilo personale oppure passare ad un’altra delle pagine gestite. Questa nuova opzione permetterà alle aziende di entrare più facilmente in contatto coi propri clienti e di rispondere più velocemente ai loro post.

Purtroppo è stata eliminata la possibilità di scegliere una landing tab predefinita, una funzione molto utile che serviva, ad esempio, a veicolare gli utenti verso concorsi e iniziative aziendali.

Le pagine commerciali sono ora sempre più simili a quelle dei profili personali. Chissà come reagiranno le aziende!

 

Aggiornamento delle 00.10: Facebook è di nuovo operativo, ma le pagine aziendali hanno di nuovo il vecchio layout. Si è trattato di un test?

 

Aggiornamento delle 02.39: Mashable rivela che si è trattato di un errore / test per Facebook: mentre venivano effettuate delle prove sono state pubblicate per errore le nuove versioni delle pagine commerciali e sono state introdotte delle novità  riguardanti i profili personali e i filtri delle notizie. Il sito è stato quindi bloccato e disabilitato per ripristinare le versioni precedenti e dal quartier generale di Facebook si sono scusati per l’interruzione del servizio. Qui gli ulteriori dettagli!

Continua senza tregua la cattiva pratica di aggregare contenuti da blog altrui senza autorizzazione e di riportarli su siti pieni di pubblicità, ovviamente senza credits.
Avevo letto tempo fa i resoconti di Catepol che aveva ritrovato diversi suoi post su un altro sito e che aveva protestato segnalando post per post le fonti originali.
Questa volta è successo a me: i gestori del sedicente BNotizie Magazine (http://bnotizietecnologia.blogspot.com/) hanno pensato bene di postare parte del mio ultimo contributo pubblicato (“Dove ti trovi adesso? Facebook lo svelerà ad aprile“) e in questo momento è presente addirittura nella loro homepage.

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Accedendo all’articolo, si scopre che il contributo è pubblicato a nome di Bnotizie Magazine.

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Alla fine della porzione di post riportata, un anonimo “continua” che dovrebbe invogliare i lettori a continuare la lettura sul mio blog, linkato solo lì e mai citato neanche per nome.

(Clicca per ingrandire)

Molto arrabbiata, ho subito scritto alla “redazione” chiedendo di rimuovere il mio blog dalla lista delle fonti aggregate e accusando i responsabili di pratiche scorrette nel web.

Non vedo perché i miei post, presenti su un un sito privo di qualsiasi annuncio pubblicitario, debbano finire su uno spazio pieno di ads che portano soldi solo ai creatori del sito e non certo a me, a maggior ragione quando il nome del mio blog non è neanche riportato.

Ho anche postato questo commento in fondo alla pagina: “Rimuovete immediatamente questo post e i feed del mio blog dal vostro aggregatore! Non vi ho mai autorizzato a prelevare i miei contenuti!”

(Clicca per ingrandire)

Ora starò a vedere quanto ci metteranno a rispondermi e a risolvere questo problema.

Seguiranno aggiornamenti… intanto, occhio all’online plagiarism! E’ buona norma citare SEMPRE le proprie fonti.

ps: non ho inserito di proposito alcun link in entrata verso il sito che sto contestando, non mi sembra giusto regalar loro ulteriori visite.

MODIFICA DELLE 15.30

Ho ricevuto questa risposta da BNotizie:

“Gentile Utente,

abbiamo provveduto alla rimozione del post da lei segnalato.

Abbiamo inoltre inserito il suo blog nella blacklist del nostro aggregatore.

Rimaniamo a sua disposizione per ulteriori richieste.

Ringraziandola per la segnalazione, le porgiamo cordiali saluti.

Redazione BNotizie Magazine

http://www.bnotizie.com “
Ora, al di là del tono cortese formale della mail e della risoluzione rapida del problema, perché dover arrivare all’inserimento di un blog nella blacklist di un aggregatore se il problema principale resta quello di aver aggregato dei contenuti senza l’autorizzazione e la citazione degli autori? E’ giusto condividere, far circolare le notizie, ma senza incorrere nel plagio.

Logo FacebookNovità in casa Facebook: secondo quando riportato dal Bits Blog del NY Times, dal prossimo mese gli utenti del social network potranno condividere i dati sulla loro posizione geografica.
Il nuovo servizio dovrebbe essere lanciato alla fine di Aprile, in occasione della F8, la conferenza annuale degli sviluppatori Facebook che si tiene a San Francisco.
Le rivelazioni provengono da diverse persone coinvolte nel progetto e che hanno chiesto di restare anonime.

Già lo scorso novembre Facebook aveva aggiornato le proprie norme della privacy, anticipando in qualche modo la possibilità di introduzione di un servizio simile. Una direttiva affermava:

“Quando condividi con altre persone la posizione in cui ti trovi o aggiungi una posizione geografica a qualcosa che pubblichi, trattiamo tali informazioni come qualsiasi altro contenuto da te pubblicato (ad esempio, tali informazioni sono soggette alle tue impostazioni sulla privacy).
Se offriamo servizi che supportano questo tipo di strumenti per la condivisione della posizione, ti verrà offerta la possibilità di confermare o meno la tua accettazione.”

La portavoce di Facebook, Meredith Chin, ha dichiarato in una email della scorsa settimana che la società non è pronta a parlare di un servizio legato alla localizzazione degli utenti, ma ha dato a intendere che gli sviluppatori sono comunque al lavoro nella sperimentazione di nuove applicazioni.

Secondo le fonti, il nuovo servizio di localizzazione si muoverà su due livelli; uno sarà quello della semplice condivisione di informazioni sulla propria posizione geografica; l’altro sarà quello degli strumenti che gli sviluppatori di applicazioni Facebook potranno utilizzare per creare i propri servizi basati sulla localizzazione e che verranno successivamente offerti agli utenti del social network.

Facebook starebbe studiando come introdurre i dati sulla localizzazione evitando reclami per violazione della privacy o feedback negativi così com’è già successo in passato nel momento in cui sono state introdotte nuove features sulla piattaforma.

Sempre secondo i ben informati a Facebook non interesse porsi in competizione con le piccole società che si occupano di servizi di localizzazione (come Foursquare, Gowalla e Loopt Loopt). A Facebook interesserebbe il testa a testa con Google nella battaglia per lo small business advertising. Staremo a vedere come si evolverà questo scontro tra titani!

Intanto forti dubbi sulla possibilità che Facebook riesca a introdurre il nuovo servizio senza dar fastidio agli utenti, si profila uno scenario di nuove polemiche. D’altronde anche l’aggiornamento delle direttive sulla privacy dello scorso novembre non è stato indolore.

La Luiss (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali “Guido Carli”) introduce nuove forme di comunicazione per essere sempre più vicina agli studenti nelle loro scelte di orientamento.
Chi deve scegliere quale percorso affrontare per le lauree magistrali si trova spesso in difficoltà: di frequente le informazioni reperibili sono davvero scarse, soprattutto per quanto riguarda gli sbocchi professionali offerti da un determinato cv studi.

Per venire incontro ai suoi studenti, la Luiss ha deciso di abbracciare nuove e innovative possibilità di interazione con la popolazione studentesca attraverso i Social Media.
Nella giornata di orientamento del 10 Febbraio è stata lanciata una trasmissione sulla web tv dell’Università, raggiungibile all’indirizzo http://www.luiss.it/webtv. L’interazione è stata garantita attraverso messaggi sms, email brevi da 140 caratteri e messaggi diffusi via Twitter.

L’Università vuole garantire un appuntamento a cadenza mensile per parlare, sempre attraverso la Rete, degli scenari del mercato del lavoro e delle opportunità per i giovani laureati. Chi non potrà seguire direttamente le trasmissioni potrà reperire i podcast collegandosi al portale Giano.

L’iniziativa è supportata anche dalla presenza di un gruppo dedicato su Facebook e di un canale YouTube.


Dipity diventa 2.0: l’applicazione che permette di visualizzare su una timeline gli eventi relativi alla propria vita sociale sul web è stata migliorata e arricchita con nuove integrazioni.

Dipity è un aggregatore sociale: registra i contenuti che gli utenti pubblicano su siti come YouTube, Flickr, Vimeo, Picasa, WordPress, ma a differenza di FriendFeed e SocialThing! ogni singolo evento è rappresentato su una timeline da un rettangolino, facilmente espandibile al passaggio del mouse.
Questa visualizzazione permette di contestualizzare meglio gli eventi e di confrontare rapidamente le proprie attività con quelle dei propri amici / contatti.

i servizi supportati
Dipity 2.0: i servizi supportati

Dipity è semplice da usare anche per chi non conosce servizi simili: basta abbinare ai siti supportati il nick con il quale ci si è registrati e l’applicazione importerà automaticamente i contenuti pubblicati in rete.

E’ possibile anche monitorare determinati topic di discussione impostando le proprie preferenze nel menu “My Topics” e anche salvare le varie password utilizzate nei servizi abbinati.


Dipity e gli altri aggregatori sociali sono un ottimo strumento per non perdere la rotta e la propria identità nel mare dei servizi proposti dal web 2.0.

Sono passate tre settimane dal lancio ufficiale di Google Chrome e il fermento intorno al nuovo browser non sembra destinato a spegnersi.
Non si placano le polemiche sulla licenza di utilizzo e neanche le voci su presunti bug e keylogger. Ma gli allarmismi attuali non sono totalmente condivisibili visto che sono state rilasciate solo delle versioni beta del nuovo prodotto made in Mountain View (l’ultima, la 0.2.149.30, è del 17 settembre).

Ho voluto testare il nuovo browser anche io sul mio MacBook, ma non essendo ancora disponibile una versione di Google Chrome nativa per Mac ho ripiegato sulla virtualizzazione offerta da Parallels (in alternativa è possibile utilizzare VMware o l’open source VirtualBox).

schermata iniziale

L’ultimo gioiellino di Google si presenta con un design essenziale e ad ogni avvio offre la visualizzazione delle pagine web più visitate.
Molto veloce, come già confermato da Cnet, ha la particolarità di offrire una navigazione a schede per processi isolati: in poche parole, se una scheda si blocca è possibile chiuderla senza mandare in crash tutto il browser ed evitare così di perdere tutte le proprie esplorazioni.

il Task Manager di Google Chrome

Altra caratteristica di Chrome è il suo Task Manager, accessibile cliccando con il tasto destro sulla barra di intestazione del browser, che permette di scoprire quali processi sono attivi (all’interno di Chrome) e quante risorse (dalla memoria alle risorse di rete) si stanno utilizzando in quel momento.
Da segnalare la sezione Statistiche per Nerd, in basso a sinistra, che offre una panoramiche più dettagliata sulle risorse impiegate.

Modalità di navigazione in Incognito

Se volete navigare evitando di lasciar traccia sul computer che state utilizzando, dovrete selezionare la modalità di navigazione in Incognito dal menu “pagina corrente” in alto a destra. In questo modo Google Chrome non registrerà nella sua cronologia i siti che visiterete ed eliminerà ogni relativo cookie alla chiusura del browser. E’ possibile navigare contemporaneamente in modalità normale e in incognito.

Google Chrome permette di importare automaticamente le impostazioni del proprio browser predefinito, dalla cronologia ai segnalibri, ma al momento è possibile operare solo con Firefox e Internet Explorer.
I feed RSS non sono ancora supportati, ma è logico ipotizzare una futura integrazione di Google Reader.

CrossOver Chromium

Da una settimana gli utenti Mac possono testare le potenzialità di Chrome anche attraverso CrossOver Chromium, un emulatore basato sul progetto open source Wine.
A differenza delle soluzioni di virtualizzazione, questa opzione è più veloce da eseguire perché richiede un impiego inferiore di risorse di sistema, ma non permette di vivere a pieno l’esperienza di Chrome: l’emulatore Wine, infatti, non replica perfettamente le funzioni base del sistema operativo di Windows per cui Chrome è stato inizialmente creato.

Non si conosce ancora la data di rilascio delle versioni ufficiali di Google Chrome, tantomeno quelle di Google Chrome per Mac. Ma è possibile ingannare l’attesa accontendandosi dell’affidabile Safari, del buon vecchio Firefox e di Flock, il Social Web Browser.

Il nuovo browser firmato Google

Direttamente dal blog officiale di Google, la presentazione a fumetti del nuovo browser open source lanciato dalla casa di Mountain View:

Google Chrome Comic Book

Le svariate revisioni apportate alla pagina di Wikipedia di Sarah Palin hanno incuriosito il popolo della rete: a ridosso della nomina ufficiale da running mate di Mc Cain, la voce in lingua inglese dedicata alla giovane governatrice dell’Alaska si è arricchita di dettagli e merletti fin troppo precisi.
L’utente wiki Young Trigg ha compilato con dedizione i paragrafi dedicati alla biografia della Palin, non trascurando il numero dell’unità in cui si è arruolato il figlio maggiorenne né il soprannome con cui era nota la donna quando giocava a basket, Sarah Barracuda.

Il suo lavoro così meticoloso gli ha anche permesso di aggiudicarsi uno degli encomi virtuali dell’Enciclopedia libera, una Barnstar tutta splendente. Ma la dovizia di particolari, il comportamento apparentemente naive di Young Trigg nei messaggi scambiati con alcuni responsabili della community di Wikipedia e il nome scelto per il progetto (Trig Paxson Van Palin è il nome del quinto figlio della governatrice) hanno insospettito gli utenti più attenti dell’Enciclopedia. C’è chi ha ricondotto le revisioni direttamente all’entourage della Palin, ma Young Trigg si è ampiamente difeso nella sua pagina personale wiki, smentendo qualsiasi legame con la famiglia Palin e con il suo comitato elettorale.

Chi ha arricchito quella voce su Wikipedia sembra aver fatto proprio lo slogan dei diretti avversari della cordata Mc Cain – Palin, quello “Yes, We Can” che ha tanto acceso i supporter di Obama.

Non ti piace ciò che è scritto sulla Palin su Wikipedia? Tu puoi cambiarlo. Yes, you can, appunto.