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Logo FacebookNovità in casa Facebook: secondo quando riportato dal Bits Blog del NY Times, dal prossimo mese gli utenti del social network potranno condividere i dati sulla loro posizione geografica.
Il nuovo servizio dovrebbe essere lanciato alla fine di Aprile, in occasione della F8, la conferenza annuale degli sviluppatori Facebook che si tiene a San Francisco.
Le rivelazioni provengono da diverse persone coinvolte nel progetto e che hanno chiesto di restare anonime.

Già lo scorso novembre Facebook aveva aggiornato le proprie norme della privacy, anticipando in qualche modo la possibilità di introduzione di un servizio simile. Una direttiva affermava:

“Quando condividi con altre persone la posizione in cui ti trovi o aggiungi una posizione geografica a qualcosa che pubblichi, trattiamo tali informazioni come qualsiasi altro contenuto da te pubblicato (ad esempio, tali informazioni sono soggette alle tue impostazioni sulla privacy).
Se offriamo servizi che supportano questo tipo di strumenti per la condivisione della posizione, ti verrà offerta la possibilità di confermare o meno la tua accettazione.”

La portavoce di Facebook, Meredith Chin, ha dichiarato in una email della scorsa settimana che la società non è pronta a parlare di un servizio legato alla localizzazione degli utenti, ma ha dato a intendere che gli sviluppatori sono comunque al lavoro nella sperimentazione di nuove applicazioni.

Secondo le fonti, il nuovo servizio di localizzazione si muoverà su due livelli; uno sarà quello della semplice condivisione di informazioni sulla propria posizione geografica; l’altro sarà quello degli strumenti che gli sviluppatori di applicazioni Facebook potranno utilizzare per creare i propri servizi basati sulla localizzazione e che verranno successivamente offerti agli utenti del social network.

Facebook starebbe studiando come introdurre i dati sulla localizzazione evitando reclami per violazione della privacy o feedback negativi così com’è già successo in passato nel momento in cui sono state introdotte nuove features sulla piattaforma.

Sempre secondo i ben informati a Facebook non interesse porsi in competizione con le piccole società che si occupano di servizi di localizzazione (come Foursquare, Gowalla e Loopt Loopt). A Facebook interesserebbe il testa a testa con Google nella battaglia per lo small business advertising. Staremo a vedere come si evolverà questo scontro tra titani!

Intanto forti dubbi sulla possibilità che Facebook riesca a introdurre il nuovo servizio senza dar fastidio agli utenti, si profila uno scenario di nuove polemiche. D’altronde anche l’aggiornamento delle direttive sulla privacy dello scorso novembre non è stato indolore.

Sono passate tre settimane dal lancio ufficiale di Google Chrome e il fermento intorno al nuovo browser non sembra destinato a spegnersi.
Non si placano le polemiche sulla licenza di utilizzo e neanche le voci su presunti bug e keylogger. Ma gli allarmismi attuali non sono totalmente condivisibili visto che sono state rilasciate solo delle versioni beta del nuovo prodotto made in Mountain View (l’ultima, la 0.2.149.30, è del 17 settembre).

Ho voluto testare il nuovo browser anche io sul mio MacBook, ma non essendo ancora disponibile una versione di Google Chrome nativa per Mac ho ripiegato sulla virtualizzazione offerta da Parallels (in alternativa è possibile utilizzare VMware o l’open source VirtualBox).

schermata iniziale

L’ultimo gioiellino di Google si presenta con un design essenziale e ad ogni avvio offre la visualizzazione delle pagine web più visitate.
Molto veloce, come già confermato da Cnet, ha la particolarità di offrire una navigazione a schede per processi isolati: in poche parole, se una scheda si blocca è possibile chiuderla senza mandare in crash tutto il browser ed evitare così di perdere tutte le proprie esplorazioni.

il Task Manager di Google Chrome

Altra caratteristica di Chrome è il suo Task Manager, accessibile cliccando con il tasto destro sulla barra di intestazione del browser, che permette di scoprire quali processi sono attivi (all’interno di Chrome) e quante risorse (dalla memoria alle risorse di rete) si stanno utilizzando in quel momento.
Da segnalare la sezione Statistiche per Nerd, in basso a sinistra, che offre una panoramiche più dettagliata sulle risorse impiegate.

Modalità di navigazione in Incognito

Se volete navigare evitando di lasciar traccia sul computer che state utilizzando, dovrete selezionare la modalità di navigazione in Incognito dal menu “pagina corrente” in alto a destra. In questo modo Google Chrome non registrerà nella sua cronologia i siti che visiterete ed eliminerà ogni relativo cookie alla chiusura del browser. E’ possibile navigare contemporaneamente in modalità normale e in incognito.

Google Chrome permette di importare automaticamente le impostazioni del proprio browser predefinito, dalla cronologia ai segnalibri, ma al momento è possibile operare solo con Firefox e Internet Explorer.
I feed RSS non sono ancora supportati, ma è logico ipotizzare una futura integrazione di Google Reader.

CrossOver Chromium

Da una settimana gli utenti Mac possono testare le potenzialità di Chrome anche attraverso CrossOver Chromium, un emulatore basato sul progetto open source Wine.
A differenza delle soluzioni di virtualizzazione, questa opzione è più veloce da eseguire perché richiede un impiego inferiore di risorse di sistema, ma non permette di vivere a pieno l’esperienza di Chrome: l’emulatore Wine, infatti, non replica perfettamente le funzioni base del sistema operativo di Windows per cui Chrome è stato inizialmente creato.

Non si conosce ancora la data di rilascio delle versioni ufficiali di Google Chrome, tantomeno quelle di Google Chrome per Mac. Ma è possibile ingannare l’attesa accontendandosi dell’affidabile Safari, del buon vecchio Firefox e di Flock, il Social Web Browser.

Il nuovo browser firmato Google

Direttamente dal blog officiale di Google, la presentazione a fumetti del nuovo browser open source lanciato dalla casa di Mountain View:

Google Chrome Comic Book